Lista Rossa

30-03-2020

Lentini, Chiesa SS. Trinità e S. Marziano

 

 

Indirizzo/Località: via San Francesco D’Assisi, 3 – Lentini (Siracusa)

Tipologia generale: edificio di culto

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: la chiesa, Monumento Nazionale, fu costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba la cui facciata si slancia sia in altezza che in larghezza, su una delle vie del centro storico dove si trovano alcuni fra i monumenti più importanti di Lentini

Epoca di costruzione: sec. XVIII

Comprende: La chiesa della SS. Trinità e S. Marziano occupa una terrazza naturale alle pendici del colle San Francesco, in una posizione che domina gran parte della città di Lentini.

Uso attuale: sono necessari progetti finalizzati al restauro della chiesa per poterla inserire nell’ambito di un percorso turistico, già presente sul territorio

Uso storico: L’edificio, facente originariamente parte del monastero di Santa Chiara, fu costruito a partire dal 1705 su progetto dell’architetto Vincenzo Vella da Malta nell’area delle antiche case patrizie delle famiglie La Palumba e Falcone.

Condizione giuridica: di proprietà della Curia

Segnalazione: del 27 febbraio 2020 – segnalazione firmata da una cittadina

Motivazione della scelta

 

La chiesa Santissima Trinità e San Marziano possiede una facciata che si slancia sia in altezza che in larghezza, su una delle vie del centro storico dove si trovano alcuni fra i monumenti più importanti di Lentini. La chiesa, Monumento Nazionale, fu costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba.

Al suo interno: nella volta, il bellissimo affresco di Sebastiano Lo Monaco, lo stesso che ha affrescato palazzo Biscari a Catania; negli altari pregevoli tele, fra cui una di Giuseppe Velasco; sull’altare maggiore, un tabernacolo in lapislazzuli ed in aggiunta innumerevoli altri tesori e tele pregiate, conservate e non possibili all’esposizione. Il pavimento è totalmente in maioliche di Caltagirone, in alcune parti fortemente usurato dal continuo calpestio, dove è rappresentato, all’ingresso, lo stemma delle monache Clarisse che hanno abitato fino alla prima metà del XX secolo l’ex convento adiacente.

La chiesa è accessibile solo in orari di messa e spesso neanche durante questi, visto che il parroco presente è un anziano di oltre 80 anni con i suoi malanni e problematiche. Utilizzata in passato come luogo di aggregazione di vari gruppi religiosi e non, oggi è un logo spento e molto vicino alla sua chiusura totale.

La segnalazione della Chiesa e della sua canonica nasce dal fatto che, nonostante sia un bene definito Monumento Nazionale è lasciato all’incuria e all’abbandono dalle istituzioni locali e dalla Curia, nonostante al suo interno siano presenti beni degni di essere osservati.

La chiesa della SS. Trinità e S. Marziano occupa una terrazza naturale alle pendici del colle San Francesco, in una posizione che domina gran parte della città di Lentini.

L’edificio, facente originariamente parte del monastero di Santa Chiara, fu costruito a partire dal 1705 su progetto dell’architetto Vincenzo Vella da Malta nell’area delle antiche case patrizie delle famiglie La Palumba e Falcone.

La facciata austera, legata alle due ali del complesso conventuale, pur presentando tipici motivi di ispirazione tardo barocca, è nell’insieme di tradizione rinascimentale e fu probabilmente realizzata utilizzando preesistenti strutture murarie, rimaste intatte dopo il terremoto del 1693. Il portale è ornato da due pseudo colonne scanalate, sormontate da capitelli corinzi sui quali è una breve architrave decorata con piccoli rosoni. Nei livelli superiori, sono le finestre del monastero settecentesco, mentre la loggia campanaria sormontata da una architrave su cui è impostato un breve timpano, riprende i canoni dell’architettura rinascimentale.

L’interno è ad una sola navata, perfettamente rettangolare sino alla transenna.

Il pavimento della chiesa è in pregiata ceramica caltagironese, decorata con delicati motivi floreali. Nel vestibolo era rappresentato l’emblema dell’ordine di San Giacomo della Spada, concesso alle badesse del convento dalla regina Eleonora, moglie di Federico III nel 1313. La mensa è sorretta da pilastri scanalati e il tabernacolo è sormontato da un cupolino. La volta della navata è decorata con un pregevole affresco rappresentante la gloria della Trinità e i santi Marziano, Chiara, Benedetto e Francesco, eseguito dal pittore catanese Sebastiano Monaco. Nel catino absidale è raffigurata la badessa del monastero che riceve dalla regina Eleonora la decorazione dell’ordine di San Giacomo della Spada. Negli altari laterali sono conservati pregevoli tele della fine del XVIII secolo, opere del pittore palermitano Giuseppe Velasco (1750-1827) e un polittico della metà XVI secolo, attribuito al pittore lentinese Giovanni Antonio Gangi.

 

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