News dal territorio

14-04-2020

Sacal: dura denuncia di Giuseppe Gigliotti

“La vicenda dell’anticipo della Cassa integrazione straordinaria, negata, definisce il quadro chiaro del profilo manageriale e delle competenze di questa scellerata amministrazione, oltre che ne definisce chiaramente anche il profilo etico e morale. Privare i lavoratori, del beneficio salariale della Cassa Integrazione Straordinaria (D.lgs. 148/2015) e del fondo del trasporto aereo (prevista specificatamente per le società del trasporto aereo ed alimentata mensilmente dalle trattenute degli stessi lavoratori), così come nel resto d’Italia, ha veramente del grottesco”. E’ quanto si legge in una nota stampa di Giuseppe Gigliotti, Vice presidente regionale Italia Nostra Calabria.

“Bene hanno fatto le segreterie nazionali del trasporto aereo a definire questa presidenza “irrispettosa”, – prosegue la nota – come pure Calabria Sociale, delle forze lavoro ed a rimandare al mittente i ringraziamenti alle forze lavoro che si sono prodigate per la crescita dello sviluppo aeroportuale calabrese. Non è certo questo il metodo di ringraziare a mezzo stampa i lavoratori che mai hanno potuto godere della visione o del “miraggio” di codesta presidenza e dei suoi (pochi a dire il vero) fiduciari. Si trattava solamente di anticipare le spettanze, poiché tutti sanno che Sacal ha sufficienti risorse economiche per fronteggiare questa situazione, oltretutto dichiarato dallo stesso management. Questa presidenza non è nuova ad atteggiamenti irrispettosi verso le forze lavoro e verso il territorio, infatti, vogliamo ricordare che non più tardi di un anno addietro è stata demarcata “la linea del Piave” da questa Presidenza, licenziando di fatto tutti i lavoratori stagionali dell’aeroporto di Lamezia Terme “con una rinuncia a tutti i diritti acquisiti in sede protetta” assistiti sempre da Confindustria.

“Tutti quei lavoratori oggi, – si legge ancora – si troveranno senza neppure le tutele minime per affrontare quest’emergenza. Le gestione per massimizzare i profitti a discapito dei lavoratori avrà dato senza dubbio ottimi risultati. Ma a quale prezzo per le forze lavoro? Sono state soppresse (costringendo i lavoratori a lunghe e costose cause, laddove Sacal la fa da padrona poiché dispone di cospicue risorse – pubbliche – delle quali i lavoratori non possono disporre). Questo è il prezzo degli utili? Un contratto integrativo scaduto da un decennio e mai voluto affrontare, strane dimissioni degli organismi di vigilanza “sostenendo che Sacal non gli permetteva di fare il proprio lavoro”, strane dimissioni di dirigenti sindacali, denunce dalle OO.SS. alle quali non è mai stata data alcuna risposta, istanze alle procure per il piano industriale mai fornito, soppressioni continue degli istituti del CCNL, assunzioni guardie del corpo a spese della collettività, lavoratori mandati in pensione senza percepire nessuna retribuzione per mesi, per non parlare poi di concorsi e selezioni effettuate secondo un proprio codice personale, non rispettando neppure il proprio regolamento delle assunzioni che dava la precedenza ai lavoratori già in forza all’azienda”.

“Licenziamenti di lavoratori – probabilmente scomodi – sui quali – ribadiscono – naturalmente la giustizia dirà la sua qualora i lavoratori potranno permettersi avvocati almeno di pari rango dei professori cui fa ricorso Sacal con mezzi pubblici. Nemmeno citiamo la vicenda dei funzionari indagati in merito ad un concorso, poiché da garantisti, lasciamo alla giustizia le sentenze su codesti lavoratori. Si parla insistentemente di un prossimo aumento di capitale e addirittura di distribuzione di dividendi. Qual è allora il mistero della cassa integrazione Straordinaria non concessa ai lavoratori? Che ci sia un progetto sull’aumento di capitale teso a far fuori i soci pubblici che non dispongono delle risorse necessarie? Una scalata di soci privati? Un progetto teso ad eliminare le forze lavoro che hanno dato “sudori e sangue” a questa società ed oggi magari hanno qualche difficoltà dopo 30/40 anni, piegati dal duro lavoro? Lo spoil System ci sembra veramente abusato quando si effettua sulla pelle dei lavoratori!”.

“Il monito delle organizzazioni sindacali nazionali – prosegue – che si sono scomodate per stigmatizzare un comportamento “vergognoso” di questo management, non potrà non trovare accoglienza verso i soci pubblici che dovranno senza alcun dubbio intervenire sostituendo questa inadeguata presidenza, con un management che tuteli gli interessi privati, ma soprattutto quelli collettivi del settore del trasporto aereo calabrese, che non può essere lasciato nelle mani di chi non ha nessuna considerazione dei lavoratori calabresi”.

“Comune, Provincia e soprattutto la Regione, intervengano immediatamente verso questo management che sta seminando terrorismo verso i lavoratori, innanzitutto accordando l’anticipo della cassa integrazione agli stessi garantendo la necessaria continuità salariale, stabilendo altresì a monte anche i criteri di selezione delle persone da mandare in cassa integrazione – e poi, ristabilendo anche i giusti equilibri sulla gestione aeroportuale considerando che il trasporto aereo calabro merita “massima attenzione” poiché molti costi gravano su di essa (Regione Calabria), e quindi dei calabresi tutti anche in termini di politiche di marketing territoriale. La nostra missiva – conclude – raccoglie solamente il grido di dolore delle forze lavoro che continuamente sollecitano alla politica la risoluzione delle problematiche. Questo è quanto ci è dato sapere dalle loro voci”.

 

Italia Nostra Onlus